Pagina:Trattato de' governi.djvu/269

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ne fa per sei mesi, e certi per meno tempo, e certi per uno anno, e certi se ne fa per più lungo spazio. E così è da vedere se li magistrati si debbono fare a vita, o per lungo tempo; ovvero non è ben fargli nè nell’uno, nè nell’altro modo; o se e’ si debba li medesimi rifare più volte di magistrato, ovvero non si debba fare due volte il medesimo, ma una volta sola.

Oltra di questo è da vedere intorno alla constituzione d’essi di che sorte cittadini e’ debbino essere composti, e da chi, e in che modo. Imperocchè di tutte queste cose bisogna saper pigliare i termini, cioè in quanti modi e’ si possino fare, e di poi adattare quegli che sieno utili a questa e a quell’altra sorte di governo. Nè ancora è agevole a determinarsi quali sieno quei che si debbono dire magistrati, che sebbene la civile compagnia ha di molti, che la regghino, bisogno, non perciò tutti quei che si eleggono, o che si traggono, si debbono chiamare magistrati. Come è primieramente quello del sacerdozio, il quale si debbe porre per diverso dagli altri magistrati civili, e il simile si deve dire di quei che le pompe guidano alle feste1, e dei banditori che s’eleggono, e così degli imbasciatori.

Perchè le cure civili sono o sopra tutti li cittadini per qualche faccenda determinata, com’è la cura del capitano degli eserciti, che è sopra li soldati, o elle sono sopra certi, come è quella di chi instruisce le donne, e li fanciugli. E altre sono appartenenti al governo di casa, conciossiachè molte volte si eleggeva un magistrato, che distribuisse il grano. E certe sono servili, sopra le quali quando li cittadini, che sono ricchi, vi sono eletti, essi prepongono i servi a tale ministerio. Propiamente adunche magistrati si debbono dire quegli, i quali hanno podestà di deliberare, e di giudicare certe cose, e di comandare. E questa parte è in essi la principale, perchè il comandare è più di tutti gli altri uffizio

  1. Les choréges. Còraghi.