Pagina:Trattato de' governi.djvu/294

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necessari, e non può essere bene abitata senza quegli, che la disponghino bene e diengli ornamento. Oltra di questo egli è necessario che nelle città picciole ne sieno meno; e nelle grandi ne sieno più, siccome io ho ancora detto innanzi. Non debbe essere adunche ignorato, quai magistrati si debbino torre, e quai no.

Primieramente però la diligenza delle cose necessarie sia intorno alla piazza, sopra della qual cura facciasi uno magistrato che abbia a tenere conto delle cose, che si comperano e vendono, e del modo che tai cose si faccino ordinatamente; chè in ogni città fa di mestieri, che certe cose vi si comperino, e che certe vi si vendino per uso necessario l’uno dell’altro. E questo è un modo proprio per avere la sufficienza, per la cui conseguire pare che gli uomini sieno convenuti nel governo.

Un’altra cura conseguente a questa, e propinqua è l’adornamento degli edificî pubblici, e dei privati, e la riparazione d’essi, chè vi si osservi quello, che stia bene. Oltra di questo il mantenimento delle strade e il dirizzamento d’esse, e l’osservanza dei confini l’uno inverso dello altro; acciocchè e’ non si trapassino, e altre simili cure. Ed è da molti stato detto un magistrato simile conservatore della città, il quale contiene sotto di sè più ufficî constituiti l’uno sotto l’altro nelle città popolate; come sono quei, che attendono alla conservazione delle fonti, e dei porti.

Eccene un’altra necessaria e alla detta vicina, perchè ella è intorno alle medesime cose; ma è nella provincia, e fuori della terra. E tali magistrati sono detti conservatori del contado da certi, e da certi difinitori de’ boschi. Sono pertanto tre le cure dette. Seguita un altro magistrato, il quale ha cura del riscuotere l’entrate publiche, e di conservarle, dal quale sono elleno poi distribuite