Pagina:Trattato de' governi.djvu/342

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dai tiranni per conservare il più che si può i loro stati; cioè che nella tirannide si debbe mandare a terra gli uomini, che vi sono sopra gli altri, e li molto prudenti tor via delle città: non lasciar che vi si faccino li ritrovi da mangiare insieme; nè ch’e’ si ragunino le compagnie, nè che nella città sia erudizione alcuna, nè nessuna altra simil cosa. Ma ch’e’ s’avvertisca con ogni diligenza, che non s’abbino a generare queste due cose, cioè, prudenza e fede; non concedere ch’e’ vi sieno scuole, nè altre radunanze da studi, anzi temere tutti i modi, onde li cittadini vi vivono senza cognizione l’uno dell’altro; conciossiachè la cognizione generi infra di loro maggior fede: fare che li scorridori stieno sempre fuori, e vegghino ciò che tu fai, perchè in tal modo non verrà loro ad essere ascoso nulla de’ fatti tuoi: e per tal ordine s’avvezzeranno li cittadini a non aver animo, stando essi in continua servitù. E tutti questi simili ordini venuti di Persia, e da popoli barbari, i quali tutti vanno ad un segno, sono dalli tiranni osservati, i quali usano medesimamente ogni diligenza per sapere ciò che si dica, e ciò che si faccia dai sudditi, e vogliono, ch’e’ sieno per tutto le spie, siccome furono in Siracusa li chiamati Potagogites1. E Ierone usava di mandare uomini, che stessino sempre in orecchi dovunque fusse ragunanza alcuna di gente, o ragionamenti tra più. Onde nasce, che li cittadini temendone hanno manco ardire, e se pure e’ n’hanno, e’ sono scoperti più presto.

Usasi ancora in tal modo di reggimento, che li cittadini si dieno l’un l’altro delle calunnie, e mettonsi al punto2 gli amici l’un contra l’altro; e il popolo contra la nobiltà, e li ricchi infra loro stessi. È ancora ordine da tiranni

  1. Ces femmes, appelées à Syracuse les délatrices.
  2. Mettre aux prises les amis entre eux.