Pagina:Trattato de' governi.djvu/49

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30 trattato dei governi

specie di guadagno per via del nummo fatto da prima, forse ancora questo semplicemente: ma dappoi ridotto ha maggiore artifizio per via dell’esperienza, cioè, in qual modo, e donde cambiato ei potesse far danari maggiormente. E di qui pare, che l’arte del guadagnare sia grandemente intorno ai danari; e che l’ufficio suo non sia altro che il poter vedere, donde si acquistino assai denari: per essere ella generatrice di ricchezza e di danari, che invero la ricchezza si piglia per lo più per moltitudine di danari. E la ragione è, che l’arte da far denari, e l’usuraria è tutta intorno ai danari. Ma se tal guadagno si considera per un altro verso, ei pare che sia molto debole; e solamente per legge, e non per natura: perchè, rivoltate le voglie degli uomini, ei diventerebbe di nessun pregio, e disutile a tutti i bisogni. E sovente potrebbe avvenire, che chi fosse ricco di danari, mancasse contuttociò del nutrimento da vivere. Ma egli è pure disconvenevole a chiamare ricchezza una cosa, della quale uno che ne abbondasse potrebbe morirsi di fame; siccome si favoleggia di Mida, al quale, per la sciocchezza del prego, ogni cosa messagli innanzi diventava oro. — Perciò gli uomini saggi cercano d’altra ricchezza e d’altri modi di guadagnare, e ciò fan rettamente, perchè e’ si dà un altro modo di guadagnare, e un’altra sorte di ricchezze, che sono per via di natura. E tali servono al governo di casa. E l’altro modo è usurario, che è generatore di danari, non per ogni verso; ma solamente per via di barattare il danaro. E al danaro pare che sia solamente intento: perchè il danaro, o il nummo è principio, e fine della permuta. E la ricchezza adunque, che da tale modo di guadagno dipende, è infinita; perchè (così come la medicina ha il fine della sanità senza termine, e il medesimo interviene del fine di ciascuna arte, che elle,