Pagina:Trattato de' governi.djvu/63

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44 trattato dei governi

uomo, che non è la casa. E però non si deve ciò fare, quando ben conseguir si potesse; perchè talmente si verrebbe la città a distruggere. La quale non pure viene ad esser composta di più uomini, ma di più uomini differenti di specie; conciossiachè la città non sia composta di uomini simili: che a dire il vero la città, e la lega sono differenti. Perchè nella lega giova la quantità, ancorchè ella sia di una medesima specie, essendo ella instituita per fin di soccorso; perchè in tal modo ella viene a tirar più: come che maggior moltitudine tiri maggior peso. — E con questa ragione medesima è differente la città dalla provincia; io dico, quando gli uomini non abitano separatamente pei borghi, ma quando egli abitano disperse come i popoli d’Arcadia. Ma le cose, che compongono il tutto, debbono essere differenti di specie; onde il ricompenso fatto ugualmente conserva la città, siccome io ho detto innanzi nell’Etica; perchè tal ricompenso debbe esser fatto di necessità infra gli uomini liberi, e uguali. Oltre di questo e’ non si può fare, che tutti comandino ad un tempo medesimo: ma bisogna, che e’ comandino anno per anno, o per qualche tempo: o in qualche modo determinato. E con tale ordine osservato avviene, che tutti comandino; come se, verbigrazia, fosse in costume che i coiai, ed i fabbri scambiassino il loro esercizio: e non sempre fossero cojai, nè fabbri i medesimi. — Ma perchè egli è meglio, che e’ non si scambino, però ancora nella civil compagnia sarebbe bene, che i medesimi sempre comandassino se e’ fosse possibile. Ma dove e’ non è possibile questo per l’ugualità naturale, che è in loro, egli è ancor giusto, che ciascun partecipi del comandare, o bene o male che il comandar sia: e che essi vadino tutti scambiandosi ugualmente con cedersi l’im-