Pagina:Trattato de' governi.djvu/8

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degli editori. ix

tutti; monarchia, aristocrazia e repubblica. Aristotile dice che egli discorrerà successivamente questi tre sistemi politici, ed espone primamente la teorica generale della monarchia, fondandosi sopratutto sui fatti e sull’osservazione; poi dice che passa a trattare dell’aristocrazia, al governo perfetto, al secondo dei grandi sistemi ch’egli ha raccontato; ma qui finisce il terzo libro, la cui ultima frase è imperfetta, come pure è imperfetta la discussione sull’aristocrazia.

Il quarto libro comincia da alunne digressioni sull’estensione e i doveri della scienza politica, sulla classe media, sulle astuzie, e potremmo dire le frodi politiche di quell’età. Ma Aristotile si trattiene sopratutto intorno alle tre specie secondarie di governo, le quali, secondo il suo sistema, sono degenerazioni delle tre prime specie: la tirannide della monarchia, l’oligarchia dell’aristocrazia, la demagogia della repubblica. Qui ha principio un nuovo subietto assai distinto da quello contenuto in questo quarto libro; ed è la teorica dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziale.

Il quinto libro è speso per intiero nella teorica delle rivoluzioni e nella confutazione del sistema di Socrate, esposto da Platone nella Repubblica. Quivi si trova il famoso ritratto del tiranno, ch’è senza fallo il passo più splendido e notevole della Politica, per rispetto allo stile.

Nel sesto libro, Aristotile rianda le discussioni