Pagina:Trattato della neve e del bere fresco.djvu/18

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12 TRATTATO

[versione diplomatica]

Raffreddaſi anchora con Otri, attaccando le pelli piene d’acqua all’aria, che le rimena & dibatte continouamente: il qual modo ſi vſa nella maggior parte di Spagna. Altri rinfreſcano, ponendo i vaſi al ſereno, & prima che ſi leui il Sole gl’inuoltano in alcune vesti, ò pelli, il qual modo è proprio de Paſtori, & di genti di villa.

Questo modo però dì rinfreſcare con aria, patiſce molti inconuenienti, eſſendo l’aria corpo facilmente alterabile, & recettiuo di qual ſi voglia corruzione: & per queſto ſi può ancho facilmente infettare, & coſi infettato guastare ſubito l’acqua, imprimendo in eßa mentre la raffredda della ſua mala qualità. Il che dimostra benißimo Auicenna nella ſeconda del primo dicendo. L’aria è cattiua, ritenendo la miſtione di molte coſe non buone, come di vapori, d’odori, di fumi cattiui: & quella maggiormente, che s’imprigiona tra muri, ò che paſſa per luoghi, ne quali ſiano acque corrotte, herbe, ò piante putride, corpi morti, & ſimili. percioche và riceuendo in ſe la mala qualità di questi, & di quelli, & per tal cagione i medici antichi prohibiſcono, che l’acque non ſi ponghino à rinfreſcare all’aria nel tempo di peste, percioche l’aria mal qualificata imprime anchor nell’acque le male qualità ſue. Vn'altro incõueniente ne ſegue, & è, che non tutte le volte ſi può rinfreſcare l’acqua all’aria, percioche alcune notti, ò le più della State ſono in molti paeſi caldiſſime, di modo, che non ſolo non rinfreſca l’acqua, ma ſi riſcalda, & ſe pure acquiſta qualche poco di frigidità, non dura piu, che per la mattina, quando ve n’è manco biſogno. L’iſteſſo auuiene nell’Autunno, & nell’Inuerno, quando però in ſi fatte ſtagioni (come vſano anchor molti) ſi vuole rinfreſcare all’aria; percioche le pioggie, le tempeste, le nuvole, e l’altre diuerſe alterazioni non danno luogo, che ſi rinfreſchi, di tutte queſte


[versione critica]

Raffreddasi anchora con Otri, attaccando le pelli piene d’acqua all’aria, che le rimena et dibatte continovamente: il qual modo si usa nella maggior parte di Spagna. Altri rinfrescano, ponendo i vasi al sereno, et prima che si levi il Sole gl’involtano in alcune vesti, ò pelli, il qual modo è proprio de Pastori, et di genti di villa.

Questo modo però dì rinfrescare con aria, patisce molti inconvenienti, essendo l’aria corpo facilmente alterabile, et recettivo di qual si voglia corruzione: et per questo si può ancho facilmente infettare, et cosi infettato guastare subito l’acqua, imprimendo in essa mentre la raffredda della sua mala qualità. Il che dimostra benissimo Avicenna nella seconda del primo dicendo. L’aria è cattiva, ritenendo la mistione di molte cose non buone, come di vapori, d’odori, di fumi cattivi: et quella maggiormente, che s’imprigiona tra muri, ò che passa per luoghi, ne quali siano acque corrotte, herbe, ò piante putride, corpi morti, et simili. percioche và ricevendo in se la mala qualità di questi, et di quelli, et per tal cagione i medici antichi prohibiscono, che l’acque non si ponghino à rinfrescare all’aria nel tempo di peste, percioche l’aria mal qualificata imprime anchor nell’acque le male qualità sue. Un'altro inconveniente ne segue, et è, che non tutte le volte si può rinfrescare l’acqua all’aria, percioche alcune notti, ò le più della State sono in molti paesi caldissime, di modo, che non solo non rinfresca l’acqua, ma si riscalda, et se pure acquista qualche poco di frigidità, non dura piu, che per la mattina, quando ve n’è manco bisogno. L’istesso avviene nell’Autunno, et nell’Inverno, quando però in si fatte stagioni (come usano anchor molti) si vuole rinfrescare all’aria; percioche le pioggie, le tempeste, le nuvole, e l’altre diverse alterazioni non danno luogo, che si rinfreschi, di tutte queste


cose