Pagina:Trattato della neve e del bere fresco.djvu/23

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DELLA NEVE, 17

[versione diplomatica]

mente l’acque, che da eſſa vſciuano. I Romani inſomma la vſarono aſſai; però Plinio nel libro xxxi. della ſua naturale historia dice. Nerone fu il primo, che faceſſe cuocere l’acqua per rinfreſcarla dentro la neue; percioche l’acqua rinfreſcata in queſto modo, riceue piu presto il freddo, & piu intenſamente: oltra che è più ſana, eſſendo, che per il cuocerla, ſi diſgregano le ſue parti più groſſe, & terreſtri, & eſſa rimane ſottile, & delicata, & tale, che facilmente ſi digeriſce. Plinio secondo, in vna ſua epiſtola dice ſcriuendo a vno ſuo amico. Tra le altre coſe, ch’io t’hò apparecchiate per deſinare, è molta neue da rinfreſcare tutto quello, che beuerai. Et il primo Plinio ſuo zio, già nominato di ſopra nel xviiii. della ſua naturale historia, ſi duole della troppa diligenzia che teneuano gl’huomini del ſuo tempo in ſerbare la neue dell’inuerno, per il caldo della state, dicendo. Abbaſſano ì Monti per ſerbare la neue à caldi della ſtate, facendo mutare gl’ordini alla natura: & i meſi caldißimi, & pieni d’arſura & di ſiccità, ſi grande è la curioſità delle genti, fanno abondar di neue in quel modo, che abondano quelli, à cui per natural diſpoſizione, è cõceſſo d’hauerne copia. Queſto dice Plinio, Percioche ne ſuoi tempi, & da poi, fu coſa molto generale à ſerbare la neue dell’inuerno, per il tempo della state. Heliogabalo Imperatore haueua fatto in vno monticello dun ſuo horto vna profondißima foſſa, nella quale riponeua l’inuerno grandißima quantità di neue, portata dalle vicine montagne di Roma, & ne giorni caldi n’adornava le ſue ſplendidißime cene. Chares Mitileneo nell’historia, che ſcriſſe d’Aleſſandro, dice. Nella ricca città di Petra in Aſia, erano ordinariamente trenta foſſe, nelle quali ſi riponeua della neue l’inuerno per ſeruizio d’Aleſſandro, & de ſuoi nel tempo della state. Hoggidì per il medeſimo effetto ſi ſerba anchora non ſolamente in Aſia,


[versione critica]

mente l’acque, che da essa uscivano. I Romani insomma la usarono assai; però Plinio nel libro xxxi. della sua naturale historia dice. Nerone fu il primo, che facesse cuocere l’acqua per rinfrescarla dentro la neve; percioche l’acqua rinfrescata in questo modo, riceve piu presto il freddo, et piu intensamente: oltra che è più sana, essendo, che per il cuocerla, si disgregano le sue parti più grosse, et terrestri, et essa rimane sottile, et delicata, et tale, che facilmente si digerisce. Plinio secondo, in una sua epistola dice scrivendo a uno suo amico. Tra le altre cose, ch’io t’hò apparecchiate per desinare, è molta neve da rinfrescare tutto quello, che beverai. Et il primo Plinio suo zio, già nominato di sopra nel xviiii. della sua naturale historia, si duole della troppa diligenzia che tenevano gl’huomini del suo tempo in serbare la neve dell’inverno, per il caldo della state, dicendo. Abbassano ì Monti per serbare la neve à caldi della state, facendo mutare gl'ordini alla natura: et i mesi caldissimi, et pieni d’arsura et di siccità, si grande è la curiosità delle genti, fanno abondar di neve in quel modo, che abondano quelli, à cui per natural disposizione, è concesso d’haverne copia. Questo dice Plinio, Percioche ne suoi tempi, et da poi, fu cosa molto generale à serbare la neve dell’inverno, per il tempo della state. Heliogabalo Imperatore haveva fatto in uno monticello dun suo horto una profondissima fossa, nella quale riponeva l’inverno grandissima quantità di neve, portata dalle vicine montagne di Roma, et ne giorni caldi n’adornava le sue splendidissime cene. Chares Mitileneo nell’historia, che scrisse d’Alessandro, dice. Nella ricca città di Petra in Asia, erano ordinariamente trenta fosse, nelle quali si riponeva della neve l’inverno per servizio d’Alessandro, et de suoi nel tempo della state. Hoggidì per il medesimo effetto si serba anchora non solamente in Asia,


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