Pagina:Trattato della neve e del bere fresco.djvu/29

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DELLA NEVE, 23

[versione diplomatica]

Poſſono poi ſicuramente bere freddo, ò raffreddato con neue quelli, che ſono di compleßione temperata, ò collerica, calda & infiammata; i pieni di carne; i caldi di fegato, & di stomaco; i ſanguigni; quelli che vanno à lungo & frettoloſo camino, ò che altrimenti fanno lungo & aſpro eſercizio: che trauagliano con la mente in molti negozij, ò Militari, ò Ciuili, & ciaſcheduno in ſomma, che patiſca febbre molto calda, mà ſopratutto coloro, che vi ſono vſati. Non conuiene all’incontro à quelli, che ſono molto vecchi, ò in età graue; ne à quelli, che viuono in ozio, & ſenza fatiche, ò mentali ò corporali. Ne à quelli che patiſcono crudità di ſtomaco, cauſate da humori freddi, Ne à gli Aſmatici, ò patienti dificulta di reſpirare. Ne à coloro che ſono attratti ò deboli di nerui: Ne à quelli che non poſſono digerire per humori, ò altre cauſe fredde; Ne à ſoggetti alle ventoſità. Ne à giovanetti. Ne a’ figliuoli teneri, & ſimili. Anzi i bambini, & figliuoli teneri per la debilità de nerui, & de membri di dentro, non hanno mai da bere vino ſenz’acqua.

E ancho da ſapere, che la freddezza del vino rinfreſcato non offende tanto come quella dell’acqua rinfreſcata. & che una delle coſe, che piu rimetta, & reprima la fumoſità, & gagliardezza del vino è di raffreddarlo quanto ſi può. Tre coſe per tanto ſono quelle che indeboliſcono le forze del vino, ò annacquarlo bene, o gettarui dentro vna midolla di pane, accioche riceua in ſe i fumi, & ſottili ſpiriti del vino, ò porlo per qualche ſpatio di tempo in acqua freddißima, o in neue: Percioche quanto più intenſamente ſi raffredda, più ſi reprimono i ſuoi fumoſi vapori, & manco penetrano la testa, & le giunture: il che ſi conoſce dall’isteſſo vino; peroche quando è ben raffreddato reſta piu debole, ſi che eſſendo freddißimo par’acqua.

Vi ſono però alcuni, i quali ſenza penſar piu oltre dicano in


[versione critica]

Possono poi sicuramente bere freddo, ò raffreddato con neve quelli, che sono di complessione temperata, ò collerica, calda et infiammata; i pieni di carne; i caldi di fegato, et di stomaco; i sanguigni; quelli che vanno à lungo et frettoloso camino, ò che altrimenti fanno lungo et aspro esercizio: che travagliano con la mente in molti negozij, ò Militari, ò Civili, et ciascheduno in somma, che patisca febbre molto calda, mà sopratutto coloro, che vi sono usati. Non conviene all’incontro à quelli, che sono molto vecchi, ò in età grave; ne à quelli, che vivono in ozio, et senza fatiche, ò mentali ò corporali. Ne à quelli che patiscono crudità di stomaco, causate da humori freddi, Ne à gli Asmatici, ò patienti dificulta di respirare. Ne à coloro che sono attratti ò deboli di nervi: Ne à quelli che non possono digerire per humori, ò altre cause fredde; Ne à soggetti alle ventosità. Ne à giovanetti. Ne a’ figliuoli teneri, et simili. Anzi i bambini, et figliuoli teneri per la debilità de nervi, et de membri di dentro, non hanno mai da bere vino senz’acqua.

E ancho da sapere, che la freddezza del vino rinfrescato non offende tanto come quella dell’acqua rinfrescata. Et che una delle cose, che piu rimetta, et reprima la fumosità, et gagliardezza del vino è di raffreddarlo quanto si può. Tre cose per tanto sono quelle che indeboliscono le forze del vino, ò annacquarlo bene, o gettarvi dentro una midolla di pane, accioche riceva in se i fumi, et sottili spiriti del vino, ò porlo per qualche spatio di tempo in acqua freddissima, o in neve: Percioche quanto più intensamente si raffredda, più si reprimono i suoi fumosi vapori, et manco penetrano la testa, et le giunture: il che si conosce dall’istesso vino; peroche quando è ben raffreddato resta piu debole, fi che essendo freddissimo par’acqua.

Vi sono però alcuni, i quali senza pensar piu oltre dicano in


finiti