Pagina:Trattato di archeologia (Gentile).djvu/396

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320 Arte romana.

Sembra fosse un edifizio sepolcrale di ricchissimo lavoro a sette ordini di colonne (ved. tav. n. 82).

2. L’arco di Settimio Severo. — Di vari archi costruiti sotto Settimio Severo esiste ancora quello trionfale, che all’imperatore ed ai figli suoi Caracalla e Geta fu eretto dal Senato e dal popolo a piedi del Capitolino, nell’estremo del Foro romano. Messo a confronto coll’arco di Tito dà prova evidente di quel gusto sontuoso che faceva deviare dalle norme della semplicità antica. Sono tre le arcate, una grande mediana fiancheggiata da due minori; ne risulta che il monumento ha proporzioni maggiori in larghezza che non in altezza, formando una massa grandiosa ma alquanto greve. Le due fronti sono ornate di quattro colonne d’ordine composito, su cui posa la sporgenza del cornicione; negli spazi intermedi fra le colonne s’inquadrano molti bassirilievi rappresentanti le vittorie riportate contro i Parti, gli Arabi, gli Adiabeni (ved. per l’epigrafe: S. Ricci, Epigr. lat. tav. XLIII).

3. L’Arco di Costantino. — Le medesime forme e il medesimo stile vedonsi nell’arco di Costantino presso il Colosseo, che, eretto dopo l’anno 312 in ricordo della vittoria riportata da Costantino contro Massenzio a Ponte Milvio, può riguardarsi come il monumento che inaugura la ricognizione del Cristianesimo; straricco di statue e di bassirilievi, ma non genuino, perchè per la fretta del costruire, o per l’impotenza dell’arte, porta seco molte opere plastiche tolte dall’arco di Trajano; perciò nell’arco di Costantino, con un anacronismo strano, trovansi insieme raccolti i saggi di due momenti dell’arte romana, nei quali i buoni lavori dell’età di Trajano in confronto con quelli dell’età più tarda mostrano la decadenza dell’ arte in Roma (ved. Atl.