Pagina:Tre croci.djvu/33

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Quel giorno il Nisard, pensando che a Siena spendevano pochi denari per comprare i libri, gli chiese per dirne male con lui:

— Va bene la bottega?

Giulio scosse la testa; e, poi, disse:

— Non so come facciamo a andare avanti!

E, allora, il piacere sentito ascoltando il Nisard, lo fece soffrire. Gli pareva una grande ingiustizia e una privazione acuta, che egli non potesse come lui lavorare, senza imbarazzi, a qualche cosa. Gli venivano in mente parecchi progetti, e vi rinunciava a pena li aveva pensati; sebbene, qualche volta, gliene restasse il ricordo nel suo amor proprio. Il Nisard, gli disse:

— Per fortuna ella ha guadagnato in altri tempi, e ora ha i denari per vivere!

Giulio restò un poco perplesso, e poi rispose:

— Già: non è una fortuna da vero! Ma io non me ne voglio preoccupare! Sarà quel che Dio vorrà.