Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/15

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Trento 11

cia, ò Gallia, che capitorono.

[Antico essere di Trento.] Hor Trento da principio sortì varie forme di Governo per se medemo, fin che doppo la Vittoria di Caio Mario contro i Cimbri, stette lungo tempo sotto l'Imperio de’ Romani, e servì loro per tenervi anche Presidij, over Legioni. Declinata poi la Romana Potenza, per l’invasione de’ Goti, venne questa Città in poter del Rè Teodorico, che la cinse di mura l’anno di Christo 515 come consta per Editto dello stesso Rè Teodorico fatto à Feltrini, e lo narra Gian Pirro Pintio Mantovano nelle sue Croniche.

Scacciati li Goti se n’impadronirono sotto il Rè Desiderio i Longobardi, che la tennero con titolo di Ducea fin’al tempo dell’Imperator Carlo Magno, sotto la cui ombra si ristorò la Città, e Trentina Chiesa.

[Città di Trento, e sua positura.] Giace Trento nel piano di Valle in sito nobile, cinto d’ogn’intorno da Monti, ò Alpi, à piè de quali siedono da Ponente, e Levante alcune Colline fertili, e sparse in Luoghi di Delicia. E bagnata la Città dal Fiume Adice, che vi scorre trà Ponente, e Settentrione, servendo di molto con la navigatione, che fa trà Bolgiano, e Verona, benche disservi altresì con le sue piene.

[Fiume Adice, e sua origine.] Nasce l’Adice ne’ Confini d’Intal in Val Venosta su’l Luogo detto Resaen da picciola sorgente; e ingrandendosi co’l ricever’in se trà l’altre Acque montane il Fiume Passera sotto Merano; indi il Talfer, e Eisac fin’ à Brongiolo, di là poi reso