Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/201

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fà conoscere, che Teodorico non solo munì di Recinto la Città: ma insieme di fabriche, havendola anche retta con leggi, e valore, per quanto leggo. D’altri Goti, che governorono, non si registra memoria, perche tutti furono indegni di memoria.

[Totila Rè de’ Goti estinto.] Liberata dal furor Gotico l’Italia per l’Armi, e valor di Narsete Capitan dell’Imperator Giustiniano, con la morte di Totila Rè di que’ Barbari, restò tutto l’Essercito parte trucidato, parte disperso, così che con l’altre Città ritornò Trento in mano, e governo de gl’Imperatori. [Trento sotto i Longobardi.] Ma non andò molto, che, calati da Settentrione (doppo i Vandali disfatti in Africa da Belisario) anco li Longobardi, questi, occupata l’Ita1ia, e resi principalmente forti nel Paese d’Insubria, ò Gallia Cisalpina, da loro denominato Lombardia, s’impadronirono anche della Città, e Trentino Distretto.

[Longobardi onde venuti e onde detti.] Vennero prima, come scrive Sabellico, questi Barbari con il loro Rè Alboino dalla volta dell’Oceano Settentrionale, e si chiamorono in loro lingua Lang bard, Longobardi, quasi dalle lunghe Barbe, ò secondo altri, dalle lunghe Haste, che portavano, dette Alebarde. [Costumi e parlar barbaro, come introdotto.] Molte cose narransi di questi Longobardi, e della loro ferocia; e come sparsero la barbarie non solo de’ Costumi: ma dal parlare, che tutt’hora regna, massime in Lom-