Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/240

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maturgoVescovo di Neocesarea in Ponto.

[S. Vigilio come si dipinga, e perche.] Si dipinge S. Vigilio con in mano, ò à piedi un Cospo, ch’è una Scarpa di legno, detta Galmara. L’usano le Persone agresti di Montagna, & essendo Scarpe ferrate, e forti, riescono à caminar trà Valli, e Dossi; e in marciando, fanno furioso strepito. Con tali Cospi si tien, fosse colpito à furia il Santo Vescovo in Val Rendena: se bene non sarà mancata una tempesta anco di Sassi, per opprimerlo di colpi, come seguì; ò, dirò meglio, essaltarlo con un Monte di Pietre per fin al Cielo.

[Cosa notabile nel lapidar S. Vigilio.] Vengo d’intendere, che anco le Donne di Rendena concorsero à lapidar S. Vigilio, gettandogli, se non altro l’indurito fermento, così tentando dar morte con instromento di vita. E che però in una di queste Ville per castigo non può levar’ il Pane fin’al dì d’hoggi. Così, se il fermento, al dir dell’Apostolo, è tipo di malitia, il fù e spietatamente questa volta.

Ciò tutta via non par, che si verifichi; anzi vengo accertato, che in tutti i Luoghi di Rendena riesce il Pane. In fatti, se il Diavolo tentò, che le Pietre si facesser Pane: chi nel lapidar S. Vigilio havesse voluto, che il Pane diventasse Pietre, meritaria per più degno castigo una tal gratia.

[S. Vigilio al tempo di S. Ambrogio] Fiorì S. Vigilio al tempo di Sant’Ambrogio, co’l qual cooperò, e s’intese molto, passando anche Lettere trà essi: Due gran Lumi di Dottrina, e santità che indoravano il Secolo; per terzo