Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/272

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[Sconfitta de gli Alani seguita, e come.] doper sì gran Vittoria, in rendimento di gratie à Dio, atterrò la Statua di Giove, che trovò eretta da gl’Infedeli.

Di tal Vittoria Claudiano per Apostrofe all’Imperator Teodosio così cantò:

O nimium dilecte Deo, tibi militat AEther,
Et coniurati veniunt ad Classica Venti; &c.

ma meglio ne scrisse Sant’Agostino nel libro 5. de Civitate Dei cap. 26. dicendo haverla egli intesa dalli stessi Soldati, che combatterono.

[Opinione di Sigonio intorno à ciò.] Scrive Sigonio, che sì fatta pugna di Teodosio seguisse nell’Alpi Giulie presso Aquileia ad un Luogo detto pure Acqua fredda; il che facilmente si verifica d’altro Fatto d’Armi colà successo contro altro Tiranno debellato dallo stesso Teodosio. E quanto sia della battaglia, che dicemo, si tien seguita nell’Alpi Trentina presso il Calliano; così cavandosi da un manoscritto di Paolo Diacono apostillato dal Vescovo di Trento Giovanni Hinderbach, accurato osservator di Trentine Historie, come mette Innocenzo di Prato; in quell’istesso manoscritto citandosi la predetta Oratione di Teodosio, [Probabilità di tal fatto, e Vittoria miracolosa.] e ascrivendosi tal miracolosa Vittoria à i meriti non meno di S. Vigilio. Tanto è vero, che ogni invincibil potenza viene dal Cielo, e che le più forti Arme d’un Guerriero Prencipe son la Pietà.

Prima de gli Alani erano già passati à Trento (senza però altra Guerra, che d’incursione) i Goti, ò Geti, Genti uscite dall’Isola Scan-