Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/286

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che pio volle far testa: ma non valendo con Arme militari, ricorse all’Ecclesiastiche, da’ quali atterrito Meinardo, cedè la forza, e con le più speciose promesse se ne partì, lasciando respirar la Città, e Trentina Chiesa.

[Vescovo Filippo, e suoi travagli.] Ciò che seguisse poi di questo Fatto, è assai notorio dal Pincio, & altri Scrittori. Il Vescovo in 12. anni che visse, fù astretto quasi ramingo travagliar sempre, per rihaver i Stati di sua Chiesa. Il Duca Meinardo un anno prima di morire si riconciliò con la Chiesa per Assolutione del Romano Pontefice. E la Val di Fiemme, che restò impegnata, restituissi gratuitamente dal Padre di Meinardo, il Rè Henrico di Boemia, e Conte del Tirolo, della cui regia, e pia liberalità verso la Chiesa di Trento già motivassimo.

[Guerra à Trento per il Duca Bavaro.] Al tempo del Vescovo Nicolò circa l’anno 1340. nacque à Trento una Guerra delle più fiere, e più infeste. Lodovico di Baviera, Marchese di Brandemburg, e Conte del Tirolo, per cupidigia di regnare, mossosi con valido Essercito assalisce Trento, e presolo à viva forza, vi pianta il Seggio di Dominio Dispotico, il tutto sconvolgendo in Città, e dando il guasto al Territorio.

[Oppressione di Trento, e suo stato deplorabile.] Dieci sette anni continui durò quest’oppressione à Trento, senza che mai si potesse scuotere un tal giogo. Così che il Vescovo Nicolò, e quattro altri successori, cioè Gerardo II, Giovanni III, Meinardo primo, e Alberto II si tennero anzi, come Ministri, e servi del Prencipe in-