Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/292

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Vescovo. Ambi furono sepolti nel Chiostro di S. Marco sotto Lapide scolpita de’ loro Nomi, c’hor non si vedono.

[Arciduca Friderico à Trento con l’Armi.] Non andò molto che, calato à Trento l’Arciduca Friderico con le sue Armi, hebbe per resa volontaria la Città; onde il Vescovo Giorgio costretto à fuggirsene, ricorse al Concilio di Costanza, da cui hebbe suffragio, come parimente doppo dal Sommo Pontefice, che spedì Commissarij, e lo stesso Imperatore prestò assistenza. [Pace tra’l Vescovo Giorgio, e l’Arciduca.] Sì che l’Arciduca ridotto à far Pace, questa seguì co’l mezzo, de gli Arciduchi d’Austria Ernesto, & Alberto, deputati Arbitri, & il Vescovo ritornò à la sua Chiesa; così scrive Pincio; soggiungendo, che lo stesso Vescovo Giorgio di nuovo poi arrestato morì in Castel di Sporo, per sospition di veleno. Tale fù la peripetia delle di lui avversità sofferte tutte con fermezza d’animo.

[Barche condotte per Terra da Venetiani, e come.] Al tempo del Vescovo Alessandro Duca di Mazovia non nacquero Guerre à Trento: ma però convenne star’ in Armi, per i moti, che occorsero in Val di Lagaro, e presso Benaco. In Val di Lagaro avvenne, che, trovandosi assediata la Città di Brescia da Nicolò Picinino General del Duca di Milano, i Venetiani per soccorrerla (essendo interclusa ogn’altra via) trovorono modo di condur contro l’Adice buon numero di grosse Navi fin’a Ravazzone, luogo di Val Lagarina, dove messe à terra, furono à spalle d’Huomini portate nel Lago di S. Andrea; indi di nuovo per terra fin’al Lago di Garda. E di là il soccorso