Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/316

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gio,vi si porta di notte tempo sù la scorta de’ suoi Capitani, e Consiglieri.

[Sacre Reliquie poste in salvo.] Partito il Vescovo si pongon’ in Castello i Prefetti, e provedono per prima, sian’ in salvo le Sacre Reliquie di Duomo con tutto il più pretioso della Chiesa; & hebbe quest’incombenza il Dottor, e Consiglier Andrea Regio. [Tumulto à Trento insorto, e perche.] In tanto da Val Giodicaria (qual fu sempre in fede del Vescovo) essendo capitati 150. Huomini in armi, & questi fattisi penetrar’ in Trento, i Cittadini dubitando di qualche sorpresa, nacque tumulto, per causa forsi non meno d’alcuni, che in tal modo amavano pescar nel torbido. Ma fù sedato il rumore da’ Consoli, che s’intromisero; cooperandovi Angelo Costede, eletto Capitano di que’ 150.

[Stato misero in Trento.] Doppo di che insorgendo sempre più novelli moti di sedition’ intestina, come cavo dal Pincio, la faccia di Trento si riduce à stato miserabile; altro più non mostrando, che Fattioni, odij, prede, torbidi, tumulti, e quasi più, che Rustica, regnando Guerra Civile; trattandosi fino di far nascer nel Governo Economico un Triumvirato di Tribuni di Plebe con oggetto di ridur le cose all’essere Democratico. Che però Francesco Castell’alto, il qual’ al tutto acudisce per difesa, e sostegno della Città, si fà sentir’ in publico con lunga oratione di questo Preambolo:

[Capitan Castell’alto parla à Trentini.] Quis furor, ò Cives, quae tanta dementia ferri? Essaggerando con molta energia su l’occor-