Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/410

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
406 Trento.

in Roma, e del Card. d’Harrach à Trento, la Città in figura disse chiaro:

Praesulis haud minor est nostri expectatio, Roma
Quam fuit adventus, Vespasiane, tui.

[Motti varij.] Nell’alto à destra Nettuno tenendo il Tridente, come Dio del Mare augurò: Tibi suis Oceanus affluat opibus. E nello stesso tempo un Tritone con Tromba marina si dichiarò: Factorum Tuba tuorum. A dirimpetto di Nettuno espressi dall’altra parte i tre Torrenti, che sotto la Città sboccan nell’Adige, parlorono: Nos quoque huc rapimur tui in obsequium. E quì un altro Tritone à caval d’un Delfino fè risuonare: Haec tua fertur ad sidera virtus. Alla Statua del Cardinale, che sopra l’Arco sedeva in maestà, Trento in nome del Popolo s’espresse:

En, Patriae Princeps, demisso poplite Cives
Acclamant: Tu nos protege, vive diu.

Giove intanto assiso come in aria, e sù i vanni d’Imperiali Aquile parve volar incontro all’aspettato Prencipe con dirgli: Siste gradum his desuper Imperium tibi. [Regali misteriosi.] Nel mentre sopra un gran Friso Giunone la Dea de’ Regni fece presentar per alcuni Amorini al Porporato Prencipe Bacili di Corone, Tiare, e Triregni co’l motto, crederei: Tuo haec merito.

Tellure altresì la Dea della Terra sopra Maestoso Cocchio tirato da’ Lioni in atto d’offerirgli copiosa raccolta di frutti, disse: Me Tellure hic genita tuo cedant commodo; il che venne confermato da molte Ninfe ivi rappresentate con Cornucopia.