Pagina:Una sfida al Polo.djvu/131

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una caccia emozionante 125


— Che sia stata ferita da qualche colpo di rampone? — chiese il canadese.

L’ex-baleniere scosse la testa, poi disse:

— Fra le onde che solleva si vedrebbe qualche grossa macchia di sangue. Che i delfini gladiatori le abbiano invece divorata la lingua? Oh!... Ve ne sono molti di quei ferocissimi pesci nei mari artici.

— Come, dei delfini oserebbero assalire un tale colosso!... — esclamò lo studente, con stupore.

— Sono bestioni lunghi sette ed anche otto metri e con certi denti che non vorrei provare.

Nutrono un vero odio contro le balene, e quando si trovano in buon numero non esitano ad assalirle e con una ferocia inaudita.

Aspettano che uno di quei disgraziati cetacei spalanchi l’enorme bocca e subito vi si precipitano dentro, mentre uno di loro si getta attraverso i fanoni per impedire che le mascelle si rinchiudano completamente.

Divorata la lingua, se ne vanno tranquilli e ben pasciuti.

— Ah!... Birbanti!... E la povera mutilata poi muore?

— Sì, e fra dolori spaventevoli, — rispose lo chaffeur. — Questo cetaceo potrebbe invece essere tormentato da qualche cyamo.

— Che cos’è? — domandò il canadese.

— Un crostaceo carnivoro che gli rode la cotenna e gli entra nel corpo intaccando la carne viva.

Si dice che quel piccolo mostro cagioni a quei disgraziati giganti tali dolori da farli impazzire.

— Povere balene!... — esclamò lo studente. — E dopo hanno gli uomini che le perseguitano senza posa, e vero, Dik? —