Pagina:Una sfida al Polo.djvu/231

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una battaglia coi trichechi 225


— Fate fuoco!... Voi chiacchierate troppo.

— Non sono un baleniere io, mastro Dik. I lupi di mare, si sa già da lungo tempo, sono assai avari di parole.

— E prendono le balene.

— Ed io, pur chiacchierando, vi mostrerò, mastro Dik, come si ammazzano i trichechi. —

L’allegro campione di Cambridge balzo giù dall’automobile e sparò sei colpi uno dietro l’altro, facendo stramazzare altrettanti giganti polari. Sparava con una sicurezza meravigliosa ed anche con una calma stupefacente, che strappava grida d’ammirazione al canadese. Perfino il baleniere pareva estremamente stupito.

Sei morse, colpite tutte alla testa, erano cadute l’una vicina all’altra, senza però far indietreggiare le altre, le quali anzi parevano decise a scagliarsi contro il treno e tentare di metterlo a pezzi.

— Mastro Dik, — disse lo studente. — Che vogliano, queste otri d’olio, provare su di noi la robustezza delle loro zanne?

— Continuate, — rispose l’ex-baleniere. — Poi lancerò il treno a tutta velocità e passeremo su quei mastodonti che creperanno appunto come otri.

— E manderete l’automobile a sprofondarsi nella baia, — disse il canadese, il quale era pure balzato a terra, armato di un fucile.

— Non ci pensate, signore: io rispondo di tutto. —

Walter aveva riempito il serbatoio ed imbracciato nuovamente il mauser.

— Voi a destra, signor Gastone, ed io a sinistra. Per tutti i fulmini di Giove!... Dovremo preparare agli orsi bianchi un banchetto colossale?


15. E. SALGARI - Una Sfida al Polo.