Pagina:Vasco - Della moneta, 1788.djvu/107

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

103

monete, non è sufficiente a sconvolgere i valori delle medesime; che scegliendo il rapporto medio fra i diversi rapporti delle opposte provincie non vi sarà nulla a temere riguardo alle monete; che finalmente, ove tutto questo non basti, il corso abusivo lasciato in piena libertà, e secondato anzi dalle operazioni delle Finanze, darà alle monete d’oro relativamente alle monete d’argento, quel giustissimo prezzo che loro compete in ciascuna provincia, nulla importando che se è stata fatta una doppia equivalente a tre scudi d’argento, e per tale si è data, sia poi valutata in alcuna provincia cinque soldi più, cinque meno. Riguardo al rapporto tra l’argento ed il rame, che è il più importante per conservare i valori legali conformi ai reali, ossia le lire effettive equivalenti a venti soldi effettivi, oltre alle considerazioni suddette si deve avvertire ciò che più volte si è già ricordato, cioè che il valor del metallo entra assai per meno a formare il valore totale nelle monete di rame che nelle altre: quindi le picciole differenze tra i rapporti metallici, ed i rapporti delle monete sono in quelle di rame assai meno pregiudizievoli, anzi niente, finchè non arrivano a poter interessare i negozianti e i monetarj falsi. I limiti dell’arbitrio nell’allontanarsi dalle rigorosissime proporzioni


G 4 sono