Pagina:Vasco - Della moneta, 1788.djvu/106

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Rimane una difficoltà a spianare prima di por fine a questo Capo. Uno Stato assai vasto che abbia provincie molto distanti l’una dall’altra, potrebbe trovare in una provincia un certo rapporto fra i metalli, diverso dal rapporto corrente nella provincia opposta. A qual partito dovrassi appigliare in tal caso il Principe per determinare i rapporti delle monete? Rispondo che non vi sono in Europa miniere d’oro o d’argento così abbondanti a poter cagionare nelle provincie lontane d’un vasto Stato uno sbilancio considerabile nei rapporti; che la circolazione continua dei metalli dovrebbe restituire in gran parte il livello che la diversità dei prodotti e l’opinione stessa avesse sbilanciato fralle provincie lontane; che fabbricando le monete d’oro dove questo è più abbondante, e le argentee dove più abbonda l’argento, le spese della fabbricazione bilancerebbero probabilmente la diversità dei rapporti locali; che una piccolissima differenza tra i rapporti metallici ed i rapporti delle


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    interessati a non dire il giusto potrebbero dare false notizie su questo punto, pericolosissime sempre per chi ad esse si abbandonasse, senza averle colla più fina critica verificate. Ma la sagacità di ben prevenuti e attenti indagatori troverà i mezzi di distinguere le false relazioni dalle vere, e di riconoscere i veri correnti rapporti: nè si devono tali mezzi render vani pubblicandoli colle stampe.