Pagina:Venezia – Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato, Vol. I, 1912 – BEIC 1904739.djvu/114

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108 mantova

trattiene e onora, non senza gelosia e con non intiero gusto del signor duca di Mantova.

Alle feste non sono venuti altri cardinali che Pii, secondo che ho detto. Aldobrandino ci saria venuto, se il signor duca avesse mostrato di riceverne sodisfazione. Il cardinale di Trento ha mandato un suo gentiluomo. Si era mosso lui medesimo per venirci, e portava breve pontificio di poter dar la benedizione alli sposi in nome di Sua Santitá; ma per camino fu sconsigliato dal signor Gaudenzio Madruccio, il quale, non sapendo come spagnuoli fossero per intender la sua venuta, non volse discontentarli: e cosí il cardinale se ne astenne sotto pretesto d’indisposizione. Vi è stato anche di passaggio il signor Cardinal Melline legato, col quale feci un complimento generale con l’occasione di essersi noi veduti alla bariera che si fece.

Visitai madama di Ferrara, vedova sorella del signor duca, che ricevè l’offizio carissimamente. Ella vive ritirata in un palazzo e fa vita piú tosto monastica ch’altrimenti, tutta intenta a opere pie. Gode 25.000 ducati d’entrata e dicono che abbia 150.000 ducati di gioie.

Il vescovo di Mantova, di casa Gonzaga e fratello del principe di Bozolo, venne a visitarmi. Non parlò cosa veruna delle cose passate, ma stette sopra soli termini di complimento; e io feci il medesimo, giá che non si poteva parlar seco in quei propositi senza qualche risentimento. Ma in generale sopra quei affari in Mantova si lauda la generositá di Vostra Serenitá nelle assoluzioni fatte e la gloria che ne ha acquistato, ma niente meno la prudenza nell’aver mandato a Roma monsignor patriarca con indicio di non voler piú cimentare la gloria avanzata e di doversi astenere da maneggi che la potessero minuire.

Ho avuto in mia compagnia quattro nobili veneti, de’ molti che ho richiesti a venir con me: cioè il clarissimo signor Zuan Corner mio cognato, del quale non dirò cosa veruna, acciò la veritá di quello che giustamente dovrei e potrei dire non ricevi pregiudicio dalla stretta parentela che tengo seco; — il signor Mattio mio fratello e Antonio mio nepote: l’uno che si è contentato di accompagnarmi del continuo per il vivo desiderio che tiene