Pagina:Venezia – Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato, Vol. I, 1912 – BEIC 1904739.djvu/41

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relazione di emilio maria manolesso 35

milione e mezzo d’oro, ch’è creditore dal re di Francia, abbia doi o tre milioni d’oro per servirsene in ogni occasione di guerra. Nel qual tempo è ben fatto che i prencipi, avendo tesoro. non siano astretti aggravare i sudditi de’ danari, quali servono allora con la persona e patiscono l’incommodo che le guerre seco apportano; e quanto piú, in tal tempo il prencipe ha bisogno del loro servizio e buon animo, è pericolosa ogni loro mala sodisfazione, tanto piú che dee, quando è quieto e pacifico, provedere di non essere dal bisogno astretto di essacerbarle con nuove gravezze in tempo di guerra. E come il prencipe savio nei tempi di guerra pensa e considera in qua; modo debba far la pace, cosí in tempo di pace dee pensare in qual modo abbia, ricercando il bisogno, far la guerra. Ha eziandio Sua Eccellenza oro e argento lavorato di gran valore e perle e gioie di molto prezzo.

Le gabelle e i dazi ne’ quali, come ho detto di sopra, consiste il nervo delle entrate ducali, sono in mano di Cristoforo Dai Fiume, che fa professione d’essere sollecitissimo ministro; e per questo rispetto overo perché, essendo persona di vil sangue, non ha maniera di negoziare, è odiato da quelli che forsi non vorriano pagare. E a lui, non al signor duca, il clarissimo Grimani deve imputare il trattenimento de’ suoi cavalli, e il magnifico Pasqualigo l’arresto della sua persona. Ma si come alla guardia de’ guardiani si tengono cani fieri e nelle camere cagnolini gentili, cosí i corteggiaci, che sono intorno la persona del prencipe, sono cortesi, e alle gabelle si deputa chi abbia a ciascuno.... E Vostra Serenitá può conoscere la reverenza che Sua Eccellenza le porta e le mostra con accarezzare i suoi membri, perché e il magnifico Pasqualigo fu quasi prima liberato che preso e il clarissimo Grimani recuperò li cavalli.

[Ma, per ritornare a proposito in Ferrara, il signor duca ha fama di assai maggior tesoro, non fra gli uomini di maggior giudizio; li quali sanno che il signor duca Alfonso I, che morí del 1534, lasciò, essendo esausto da continua guerra, debiti, e che ’l tesoro di Sua Eccellenza è stato solamente accumulato dal padre di lui per spazio di 40 anni, e che ’l padre spese assai