Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/15

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Don Candeloro e C.i 7

piacere come i burattini, te e me! — disse alla figliuola. — Bada ai fatti tuoi: le buone parole, qualche risatina anche, con gli avventori. E poi orecchie di mercante. Hai inteso?

Ma il tradimento gli venne da un finestrino che dava sul palcoscenico, al quale la ragazza correva spesso di nascosto a mettere un occhio, e dove si scaldava il capo con tutte quelle storie di paladini e di principesse innamorate. Don Candeloro, dacchè s’era dichiarato con lei, lasciava socchiusa apposta l’impannata, e le sfuriate di amore, Rinaldo e gli altri personaggi, le rivolgevano lassù; tanto che la ragazza ne andava in solluchero, e aveva a schifo poi di lavare i piatti e imbrattarsi le mani in cucina.

“— Non pur me, ma infiniti signori questo amore ha fatto suoi vassalli, principessa adorata!...„

- Tu non me la dài a intendere! — brontolava l’oste colla figliuola. — Che diavolo hai in testa? Mi sbagli il conto del vino.... Gli avventori si lamentano.... Questa storia non può durare.