Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/161

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L’opera del Divino Amore 153

subito subito tre volte la via crucis ginocchioni, col libano e la corona di spine!

La ragazza spalancò gli occhiacci mezzo assonnati, ancora a bocca aperta, e domandò:

— Perchè signora badessa?

— Per insegnarvi l’educazione, donna voi!

— Già... l’educazione... al solito!...

Poi, sempre seduta sulle calcagna in mezzo al refettorio, cominciò, strapparsi di dosso la corona di spine e la funicella sparsa di nodi strillando:

— Io non voglio starci qui, lo sapete!... È mio padre che vuol tenermi qui, finchè mi marito....

— L’ha preso per una locanda il monastero, l’ha preso! — disse forte suor Benedetta. — Anzi l’ha preso per un’osteria!...

— Già, l’osteria!... Vossignoria che lavate i fazzoletti di padre Cicero per sentire l’odore del suo tabacco.... Come se non fosse peggio!...

Scoppiò una tempesta nel refettorio. Suor Maria Concetta lasciò la tavola forbendosi la bocca col tovagliuolo a più riprese, quasi ci avesse delle porcherie; suor Gabriella arricciò il naso adunco dei Flavetta, sputando di qua e di là. La superiora poi sembrava che le venisse un accidente, gialla come lo