Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/180

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
172 Don Candeloro e C.i


Almeno gli sembrava! Giacchè, quando vi si è ficcata una di quelle pulci nell’orecchio, un galantuomo non sa più che pensare. Vito ’Nzerra non era venuto a riferirgli pure le chiacchiere che faceva correre donna Cristina-del-giudice, quella pettegola, insudiciando anche lui, povero galantuomo?

Le chiacchiere non finivano più: forse donna Santa era uscita di casa che non si sentiva bene quel giorno: o una mala luna nella gravidanza: o qualche spintone della folla: e questo, e quest’altro; oppure aveva avuto che dire col marito: — Dite la verità, eh, don Erasmo?... — La verità.... la verità.... Non si può sapere la verità! — Don Erasmo, che si sentiva scoppiare, la buttò infine in faccia alla Borella e a due o tre altri fidati: — Non vogliono che si dica la verità!... preti, sbirri, e quanti sono della baracca dei burattini!... che menano gli imbecilli per il naso!... proprio come le marionette!... e tirano ad accopparvi una gestante con simili pagliacciate!...

— Ma no! Ma no! Siamo state tutte alla predica.... C’ero anch’io.... A nessuna è successo niente....

— Allora! Allora!...

Allora non sapeva che dire il povero don Erasmo, cogli occhi stralunati e la bocca amara. Tornava a