Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/19

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Don Candeloro e C.i 11


— Va bene. Umilissimo servo! — conchiuse don Candeloro calcandosi con due dita la tuba sull’orecchio, e se ne andò mortificatissimo.

— Senti — disse poi alla Grazia dal finestrino. — Tuo padre è un ignorante che non capisce nulla. Bisogna prendere una risoluzione eroica, hai capito?

La ragazza esitava a prendere la risoluzione eroica di infilare l’uscio e venirsene a stare con lui, per costringere poi il babbo ad acconsentire al matrimonio. Ma don Candeloro aveva il miele sulle labbra, e sapeva trovare delle ragioni alle quali non si poteva resistere. Le diceva di fare nascostamente il suo fagotto.... con giudizio, s’intende.... — C’era anche la sua parte nei denari del padre, — e venirsene dove la chiamavano i cieli. — Non hai giurato per gli Dei di essere mia donna e legittima sposa?

Il vecchio però era un furbo matricolato, il quale cantava sempre miseria, e nascondeva i suoi bezzi chissà dove. Grazia non portò altro che quattro cenci in un fazzoletto, e quelle poche lire spicciole che aveva potuto arraffare al banco. — Come? — balbettò don Candeloro che si sentiva gelare il sangue nelle vene. — In tanto tempo che ci stai, non hai saputo far di meglio?...