Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/32

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24 Don Candeloro e C.i

e li faceva parlare, aiutato dalla moglie e dai cinque figliuoli, talchè in certe rappresentazioni c’erano fin venti e più personaggi sulla scena, combattimento ad arma bianca, musica e fuochi di bengala, che chiamavano gran gente.

Diciamo cinque figliuoli, però uno di essi veramente era figlio non si sa di chi, raccolto da don Candeloro sulla pubblica via per carità, ed anche perchè aiutasse a lavare i piatti, suonar la tromba e chiamar gente, vestito da pagliaccio, all’ingresso del teatro.

— Martino, fate vedere i vostri talenti, e ringraziate questi signori.

Martino voltava la groppa, si buttava a quattro zampe e imitava il raglio dell’asino.

Egli era il buffo della Compagnia, faceva il solletico alle donne, e andava a cacciare il naso fra le assi del dietro scena, mentre si vestivano per la farsa. Colla ragazza poi inventava cento burlette che la facevano ridere, e le mettevano come una fiamma negli occhi ladri e sulla faccia lentigginosa.

— Be’, Violante, vogliamo rappresentare al vivo la scena fra Rinaldo e Armida?

Una volta che don Candeloro lo sorprese a far la