Pagina:Verga - Don Candeloro e C., 1894.djvu/57

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Paggio Fernando 49


Il giovanotto s’inchinò; cavò fuori dal portafogli un biglietto di visita, e lo presentò, con un altro inchino al signor Olinto.

— Ah! ah! corrispondente della Frusta teatrale e dell’Ape dei teatri?... Felicissimo! Io non domando di meglio che contentare la libera stampa e la pubblica opinione.... Vediamo, dica lei. Mi suggerisca, signor.... — E tornò a leggere il biglietto di visita.

— Barbetti, per servirla.

— Signor Barbetti, dice lei.... Se ci ha sotto mano qualche altra cosa che si adatti meglio al gusto di questo colto pubblico.... Qualche lavoro di polso....

Barbetti si faceva pregare, masticando delle scuse, fingendo di ribellarsi all’amico Mertola, il quale moriva dalla voglia di tradire il segreto dell’amico Barbetti. Infine Mertola non seppe più frenarsi, e alzò la voce, scostandosi dall’amico, additandolo al pubblico per quel grand’uomo che egli era.

— Il lavoro di polso c’è.... inedito.... la sua Vittoria Colonna!... Gli è costata due anni di lavoro!...

— Ah! ah! — fece il capocomico. — Ah! ah! e me lo teneva nascosto, lei! Non sa ch’io sono ghiotto di simili primizie?