Pagina:Verga - Eros, 1884.djvu/18

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superare gli esami dell’ultimo anno, malgrado il suo bell’ingegno. Lo zio, che era tutore per soprammercato, e tornava giusto dal fare i conti col fattore del nipote, rispose ringraziando come meglio sapeva e poteva il signor direttore per l’ottima riuscita del giovanetto — una lettera che fece montare la mosca al naso al buon direttore; come se lo si volesse minchionare, e non era davvero! — Scrisse anche al nipote, invitandolo a venire a Belmonte, nome della sua villa sulla montagna pistoiese, e andò tutto festante a prevenire la figliuola del prossimo arrivo del cuginetto, che il signor direttore scriveva essersi fatto un bel giovane, e pieno zeppo di ingegno. La fanciulla, che non giocava più a volano, arrossì; il babbo non se ne avvide; aggiunse che, secondo gli ultimi affitti, i poderi del cugino rendevano trentaduemila lire di netto, e se ne andò fregandosi le mani.


A Belmonte si aspettava cotesto bel giovanetto, di cui il signor direttore diceva tanto bene, e che aveva trentaduemila lire di rendita.