Pagina:Verga - Una peccatrice.djvu/155

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la sua esistenza... Oh, in quel momento, signore... s’io avessi veduto dinanzi a me quest’uomo, come l’ho veduto nel suo sogno, nel suo dramma... gli avrei steso le braccia ad incontrare le sue...

— Narcisa!... — mormorò soffocato Brusio, sollevandosi sino ad inginocchiarsi.

— Qualche volta, quando penso a quest’amore sì ardente e sì immenso, che non avrei saputo immaginare se non l’avessi ispirato, io che ho sorriso e folleggiato fra le ancor più folli proteste di mille galanti, io stordita da quest’incenso d’adulazioni e di corteggio che gli uomini più eleganti, più ricchi e nobili si affollano a bruciarmi ai piedi... io ho un movimento d’incerto terrore; ...mi pare che debba esser terribile, divorante, questa passione, quando è giunta a tal grado; ...mi pare ch’essa debba assorbire la vita in un bacio di fuoco... ma in un bacio di tale ebbrezza da sembrare troppo piccolo compenso la vita, e troppo corti i giorni per avvelenarsene...

— Narcisa!!... — ripetè Pietro colle lagrime agli occhi, prendendole le mani con violenza, mentre avea ascoltato sin allora