Pagina:Verginia.djvu/77

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Q U A R T O 37

     O ti verro a dar qualche conforto.
     Et fare intendo ogni impossibil cosa
     Per riveder la tua faccia pietosa.

Vo scongiurar fra selve, & fere impaste:
     Que dei antiqui che gia fer miraculi.
     Et tutti essecutor di Zerohaste,
     Con sigilli carattere, & pentaculi,
     Stelle, herbe incantatrici impie & nefaste,
     Spirti, propheti, sibille, & oraculi,
     Tanto ch’io sappi in qual parte è colei
     Che ne porta con seco i sensi miei.

Io vo passare el Danubio veloce,
     Dopi i confin de la gelida illiria
     Et l’Eufrate che l’arene coce,
     Et da la Armenia divide l’Assiria:
     Passar voglio Hiasarte in Scithia atroce,
     El Giordano in Giudea, Gorgo in Assiria.
     Passar voglio India & l’Egitto, ove frange
     Per diversi paesi el Nilo e ’l Gange:

Et vo cercar le zone inhahitate,
     Cercar vo le Meotide palude,
     Et le montagne caspe nominate,
     De parthi, & de gli hircan le selve nude.
     Intorno da l’Ocean circondate
     Le sette Insule pie, le sette crude,
     Cercar voglio, acqua, & terra, el ciel superno,
     Et se non basta cerchero l’inferno:


Finisce il quarto atto.