Pagina:Verginia.djvu/82

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

A T T O
     

A dio non ti scusar Sabina eletta,
     Dove non puoi el buon voler s’accetta.

O figliuoi belli pretiosi & chari
     Acquistati da me con tanto ingegno,
     Con estremo dolor, con pianti amari,
     Con persecution, con tanto sdegno,
     Voi sarete duo scudi, & duo ripari
     A la lunga ira del signor mio degno,
     Spero vostra bellezza a vostra madre
     Rendera pio vostro indurato padre.

Ecco Salerno, o cugino, o ancille
     Io sento ch’el signor fa gran convito
     Ove saran vivande piu de mille
     Ove ogni suo piacer sara sopito,
     Allhora intendo scoprir mie faville
     Et farli noto di cio ch’è seguito,
     Et priego el ciel, fortuna, huomini, & dei
     C’hoggi rendino gratie a prieghi mei.

Prin.Chi se tu donna sì pallida, & scura?
     Con luci smorte afflitte adolorate?
     Con chiome sparse sino a la cintura
     Che son da le tue lagrime bagnate
     Dì quel che vuoi, & non haver paura
     Ch’io ho di tua miseria assai pietate
     Chi se? chi se? perche non mi rispondi?
     Et te & me lagrimando confondi?