Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/104

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90 la vigilia delle nozze.

     Oggi non più. Da discordante affetto
Tocca e sparsa di lagrime che ascondi,
12L’ingenua faccia declinando al petto,

     Maria, tu siedi muta e ti confondi
Al pensier del domani, e de’ tuoi cari
15Sol con singhiozzi al salutar rispondi.

     Piangi, fanciulla! Ad uom che i noti lari
Cangia con mobil pino e si periglia
18Entro la scura immensità de’ mari,

     L’anima il primo dì non si scompiglia,
Come a modesta vergine che tolta
21Venga a’ dolci ozî della sua famiglia.

     Guarda al cheto stanzino, ove raccolta
Sera e mattin s’inginocchiava, orando
24Fervida a Lei che gl’innocenti ascolta:

     All’augellino, a’ fior che a quando a quando
Di sua mano innaffiava; all’umil scranna
27Su cui, l’ago o la penna esercitando,

     Sedeva; e chiusa doglia il cor le affanna.
Or che deve lasciarli, e pensa e plora
30Turbata e l’amor suo quasi condanna.