Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/139

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L’ADOLESCENTE.


(Imitato dallo stesso.)

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I.


     Ha quindici anni, e l’anima s’inforsa
Come nomarlo. Lo diran fanciullo
O giovine i miei canti? Angelo o creta?
Chè le tempeste de’ maturi giorni
5Già gli ruggono in core, e l’innocenza
Virginali fragranze anco vi spande.
Vedi con quanta tenerezza al collo
Della madre si avventa, e volto il capo
Guata ad un’ora timido e confuso
10La cara treccia giovanil che spunta
Là fra i roseti del giardino. Ignora
Qual sua gloria sarà; ma della gloria
Già l’infiamma il pensier: non sa che brami,
Ma di fervide brame un incessante
15Affollar lo combatte. Oh, se disciolta
Gli fosse la catena! oh, se potesse