Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/142

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128 l'adolescente.

Tacendo e disïando? Ami la rosa
Anco nel verde calice ravvolta,
O di sue pompe in sul meriggio altera?
20Tu nol sai: ma nell’anima indistinto
T’arde un desìo d’amor, che di bei volti
Fuggitivi ti popola le valli
D’immaginati elisi. Oh, se disciolta
Ti fosse la catena! oh, se potessi
25Coll'aquila volando oltre que’ monti
Profondarti a più liberi orizzonti!



IV.


     Batte alle porte del futuro indarno
Il timido garzon, che di sua vita
Il certo corso ed i gran fini ignora.
Altro ei non sa, se non che vago, arcano,
5Di battaglie foriero e di trionfi
Un desìo lo divora e lo sospinge
Ad ardua meta. Ei sa che a sommo i cieli
Non isfolgora il sole, occhio del mondo,
Perchè dell'uomo illumini i codardi
10Ozi e le pompe inutili e la tomba
Che spregiato l'inghiotte ed incompianto
Pur dagli occhi de’ suoi. Sente che il core
Ha bisogno d’un core, in cui riversi
I segreti suoi pianti e le speranze;