Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/143

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l'adolescente. 129

15Che con sè lietamente alle fumose
Mura ripari di un tugurio e scorga
Nelle canne la porpora; che l’ami
D’un amor, qual de’ teneri poeti
Spira negl’ inni e mai non vide il mondo.
20Cotal vaneggia il giovincel che al collo
Della madre si avventa, e volto il capo
Guata ad un’ora timido e confuso
La cara treccia giovanil che spunta
Là fra i roseti del giardino. Angusta
25Gli è la valle natìa: d’aria, di luce
Fiera sete lo strugge. Oh, se disciolta
Gli fosse la catena! oh, se potesse
Coll’aquila levato oltre que’ monti
Batter l’ala a più liberi orizzonti!