Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/218

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204 il cantico di debora.

         115Per dirupati calli
         I più valenti! ansanti
         Van pe’ burroni erranti.

              Ma di Mezor maledetta,
         Disse l’Angiol, sia la terra;
         120Sia la gente maledetta
         Che non surse al suon di guerra;
         Co’ guerrier non si son misti
         Ne’ conflitti del valor;
         Co’ fratelli non fur visti
         125Alle pugne del Signor.

              Fra le donne benedetta
         In eterno sia Iaele,
         La pudica, la diletta
         Del Cineo sposa fedele;
         130Benedetta la tremenda
         Che Israele francheggiò;
         Benedetta nella tenda
         Ove Sisara prostrò.

              Venne e d’acqua ei la richiese.
         135Fior di latte in regal vase
         Ella incontro offrì cortese,
         Come il ciel le persuase.
         Colla manca strinse un chiodo,
         Colla destra un maglio alzò,