Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/249

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LE NOZZE DI TETIDE E PELEO


di


CAIO VALERIO CATULLO.

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     Canta la fama che gli annosi pini,
Tronchi sul Pelio, di Nettun per l’onde
D’Eëta navigassero a’ confini
4E del lontano Faside alle sponde;
Quando lo stuol fortissimo de’ Mini
Desiderosi di rapir le bionde
Auree lane di Colco, il lieve legno
8Sciogliere osaro pel salato regno.

     La santa Dea che all’ardue rocche impera,
Pino a pin connettendo, avea costrutto
Il cocchio che al soffiar d’aura leggera
12Agil trasvola sul ceruleo flutto.
Essa non tacque all’animosa schiera
Le nautiche arti, onde per anco istrutto
Mortal non era; e di sua man la prora
16Spinse pe’ calli invïolati ancora.