Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/295

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saffo a faone. 281


     Ma perchè degno biasmo in me trovaro
L’opre sue bieche, ei m’odia. Ecco il bel frutto
99Che i pietosi consigli mi recaro.

     E perchè mai non abbia il ciglio asciutto,
Piccola figlia, o mio destin crudele!
102Scherzami intorno a raddoppiarmi il lutto.

     Tu novissima causa alle querele
Mi sei, Faone. O come repentini
105Si cangiarono i venti alle mie vele!

     Ecco negletti per le spalle i crini
Cascano: in dito più non mi sfavilla
108Lo splendore degl’indici rubini.

     È rozzo il mio vestir: l’oro non brilla
Più sul mio capo; nè l’assiro unguento
111Dalle scomposte mie trecce distilla.

     E per chi deggio ornarmi? A chi più tento
Io misera piacer, se que’ begli occhi
114Più non miro, cagion d’ogni ornamento?

     Cuor non havvi, ove Amor suoi dardi scocchi
Più che nel mio; perchè s’accenda ed ami
117Basta lieve favilla che lo tocchi.