Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/311

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ero a leandro. 297


     Perchè soletta trapassar degg’io
Tante vedove notti? E tu che fai
99Sull’altra riva, nuotator restio?

     Oggi son l’onde paurose assai;
Eran ieri più basse; or perchè colta
102Ieri la bella occasïon non hai?

     Ben gittata l’hai tu, ma ti fu tolta
Ieri dal vento: invan sarà che aspetti
105Più tranquilla marina un’altra volta.

     Vieni; al mio fianco non avrai sospetti;
Noi le burrasche prenderemo a scherno,
108L’uno al collo dell’altro avvinti e stretti.

     Ridendo udremo il tempestoso verno
Tonar sui flutti: io ben sarei contenta
111Se dell’onde il furor durasse eterno.

     Ma donde avvien che tema ora tu senta
De’ nembi? perchè l’onda che sicura
114Tante volte ti parve, or ti sgomenta?

     Ben mi ricorda che crucciata e scura
La marina mugghiava al tuo venire;
117Pure non valse a metterti paura.