Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/313

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ero a leandro. 299


     Nè favello così, perchè presaga
Sia la mente di danni, o dia credenza
141A romori di fama incerta e vaga;

     Ma di tutto io pavento; e fu mai senza
Paura vero amore? E di sospetto
144M’empie pur sempre la tua lunga assenza.

     O felice colei che nel cospetto
Vive ognor del suo vago e scerne il vero,
147Nè sognato terror le agghiaccia il petto!

     Verace torto o grido menzognero
Io discerner non so: vero o bugiardo
150Ogni detto conturba il mio pensiero.

     Vieni, vieni una volta; e del ritardo
Sian cagione i parenti o la procella,
153Non d’altra donna lusinghevol guardo.

     Vuoi tu ch’io muoia alla fatal novella?
Vedi, Leandro, ignobile delitto
156La morte procurar d’una donzella.

     Ma perdonami, o caro; il cor trafitto
Io vo pascendo di paure: intanto
159È l’onda che si oppone al tuo tragitto.