Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/338

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
324 carmi sepolcrali.


    Nè l’antico Minosse per la bruna
Manderammi a vagar erma campagna,
36O nell’ima a giacer stigia laguna.

    Sorgi; reca alla madre che non piagna
Il figliuol suo, siccome notte e giorno
39Filomela del tolto Iti si lagna.

    Perocchè delle mute ombre al soggiorno
Mi togliea Vener santa, e mi schiudea
42Dell’etere stellato il tempio adorno. »

    Balzo in sul letto: un freddo mi correa
Brividìo per le membra, e una fragranza
45Come di cielo il chiuso loco empiea

    Divo nepote, ossia che nella stanza
Degli Elisi beata, in fra gli Amori,
48Intrecci con Adone allegra danza;

    Sia che in mezzo alle muse inni canori
Disciolga all’ombra dell’aonie frondi,
51Gli Dei t’accoglieranno a’ primi onori.

    Bacco sarai se d’ellera circondi
Il festevole tirso, ed il crin d’oro
54Sotto frondoso pampino nascondi;