Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/344

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330 carmi sepolcrali.

A CLAUDIA OMONEA


Moglie di Atimeto liberto di Tiberio Cesare.


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    Tu che senza pensier che ti tormenti,
Passo passo ten vai, di breve posa
3Siimi cortese e leggi i pochi accenti.

OMONEA.


    Quell’io, chiara una volta e glorïosa
Fra le donzelle italiche, Omonea,
6In questa umile tomba or giaccio ascosa.

    Gentilezza le Grazie, e Citerea
M’avea data beltà; Pallade austera
9Adorna di sue sante arti m’avea.

    Nè venti volte ancor la primavera
Per me fiorìa, che fato invidïoso
12Mi travolgeva nell’eterna sera.

    Nè mi lagno per me: più doloroso
Del mio stesso morir m’è di Atimeto
15L’alto dolor, di quel mio dolce sposo.