Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/345

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carmi sepolcrali. 331


ATIMETO.


    Se le sorti cangiar fatal divieto
Non impedisse, e colla propria morte
18Altri far salvo si potesse, io lieto

    Questo avanzo di tempo che la sorte
Anco mi deve, per serbarti in vita
21Gittato avrei, dolcissima consorte.

    Ora, poichè m’è tolta ogni altra uscita,
Fuggendo le vitali aure e gli Dei,
24Te laggiù seguirò per via spedita.

OMONEA.


    Oh, non voler col lungo pianto i bei
Strugger, mio caro, tuoi giorni fiorenti,
27Nè la pace turbar de’ sonni miei.

    Son le lagrime invan, né per lamenti
Fassi mite il destin. Fummo: già questi,
30Questi i termini son fissi a’ viventi.

    Cessa, amor mio. Così non ti funesti
Mai più pari sciagura, e sian gradite
33Le tue segrete suppliche a’ celesti.