Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/369

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dora. 355

120E vedea la nipote: abbandonava
I mietitori e s’accostava ad essa
E le diceva: “Dove fosti ieri?
E che fanciullo è quello? E qui che fai?”
Abbassò Dora gli occhi e gli rispose
125A mezza voce: “È di Guglielmo il figlio.”
“E non lo dissi, prorompeva Allano,
E non lo dissi ch’io ’l vietava?” E Dora
Seguiva: “Fa’ di me quel che ti piace,
Ma piglia il fanciulletto: e per l’amore
130Di lui che non è più, lo benedici.”
Riprese Allan: “Ben hai la trama ordita
Con quella donna là! De’ miei doveri
Ammaestrarmi tu? La mia parola,
Ben ricordi, era legge, e tu l’osavi
135Disobbedir. Ebben: resti il bambino,
Perchè lo vo’: ma tu da questa parte
Prendi la via, nè più venirmi innanzi.”

     Così dicendo, il fanciulletto prese
Che strillava atterrito e si schermia
140Come sapeva. Gl’intrecciati fiori
Cadder di Dora a’ pie, che le man giunse
E si partì: del pargoletto il grido
Lontan pe’ campi dileguarsi intese.
Chinò la testa al seno; e la memoria
145Del dì che fanciulletta in quella casa
Venne e di quanto vi passò, la strinse.