Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/37

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milton e galileo. 23

Il manto, o figlio; e finchè spunti il giorno
Che rimondata del terrestre limo
Novellamente a’ bianchi padiglioni
Roma gli erranti accolga ed un l’ovile
550Torni ed uno il pastor; l’ire, le pugne
E le colpe comuni e le sventure,
Che fanatica erinni in terra addusse,
De’ placati nepoti abbiano il pianto.”

     Qui tacque il Grande. Già scomparso il giorno,
555Cadean l’ombre più folte e la campana
Di San Matteo coll’argentino squillo
Salutava la sera. A lento passo,
Dal lato opposto del giardin, Maria
Verso il padre traea, di poche rose
560Legando un serto. Nel crescente buio
Già le siepi sparian, sparian le piante;
Ed ella ritta in piè presso i seduti,
“Padre, dicea, se non t’incresce, è l’ora
Della preghiera.” Il venerando capo
565Si scoperse il vegliardo, e non pensando
Altrettanto fe l’Anglo. Allor la Donna
Le man giungendo e le serene luci
Devotamente al ciel levando, orava:
“O de’ cieli regina, o di perdono
570E di misericordia immenso fonte,
Madre d’amore, aura vital, dolcezza
Unica nostra ed unica speranza,