Pagina:Versi di Giacomo Zanella.djvu/66

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52 possagno.

Che Possagno coronano. Fanciullo
20Al cupo rezzo de’ castagni antichi
Qui s’assidea Canova, alla natura
Le man tendendo desioso; e bella,
Come altra volta all’angelo d’Urbino,
Si svelava natura al giovinetto.
25Qui canuto rediva in compagnia
Dell’arti adulte, e l’inclito delubro.
Candido delle azzurre alpi sul fondo,
Alla Triade poneva. Augusta mole.
Italo Partenon, che valli e monti
30Altero signoreggi e di tutela
Onnipotente le montagne affidi,
Salve! Stridendo la folgore acuta
Torce altrove il suo volo e s’inabissa
Delle valli a destar l’eco profonda.


     35Sdegna i prischi subbietti e per sentieri
Inusitati a men riposte fonti
Guida dell’arti obbedïenti il coro
L’innovatrice età. Docil s’inchina
Degli argivi scalpelli al magistero;
40Pur di natura all’inesausto grembo
Vergini fantasie chiede l’ingegno,
Che de’ suoi tempi agli ultimi nepoti
Schietta l’immago tramandar desía.
Tanta del vero generosa sete
45Il secol nostro infiamma! Alla vetusta